Ai Weiwei: Aftershock
a cura di Tim Marlow
Una mostra che testimonia i cinque decenni di carriera di Ai Weiwei, dalle opere realizzate a New York negli anni ’80 fino alle nuove sculture create in Ucraina nel 2025.
Questa mostra è concepita come un dialogo culturale tra l’artista, architetto e attivista cinese Ai Weiwei e il MAXXI L’Aquila. Al centro del progetto espositivo, infatti, si colloca una serie di opere fondamentali nate in seguito al terremoto di Sichuan del 2008, oggi allestite negli spazi barocchi di Palazzo Ardinghelli, edificio simbolo di rinascita dopo il sisma che ha colpito L’Aquila nel 2009.
In questo contesto, l’esposizione indaga l’impatto duraturo di catastrofi naturali, conflitti, corruzione e tragedie collettive, ponendo l’accento sulla resilienza umana e sul potere dell’atto creativo come forma di testimonianza e trasformazione.
Film, video, fotografie, sculture e installazioni offrono uno sguardo diverso sul mondo. Pur affondando le radici nell’esperienza personale, la sua opera riesce a parlare a tutti.
in testata: frame dal video musicale Dumbass, 2013, 5min 13sec, cinematografia di Christopher Doyle, Courtesy Ai Weiwei Studio
